LA MASCHERA E IL VOLTO

Una cieca violenza si è scatenata  nel cuore di Roma in  piazza San Giovanni, ai piedi della Scala Santa. In pochi ricordano, o sanno,  che il teatro degli scontri più duri, il quadrilatero intorno a San Giovanni al Laterano è  il  centro più sacro ed antico della Cristianità. Il Laterano, da sempre sede e cattedra del Vescovo di Roma,  è, per certi versi, luogo ancor più significativo di  San Pietro e del Vaticano stesso. Non a caso, alcuni anni fa le bombe, poi attribuite alla mafia, colpirono proprio il Palazzo Lateranense. Un uso distorto del linguaggio e delle parole, forse inconsapevole,  suscita ed evoca le energie più oscure e caotiche nel cuore dell’uomo. Parole d’ordine,diffuse con colpevole leggerezza, stanno  ancora una volta dando i loro frutti avvelenati. Ci si rende conto che il concetto stesso di “indignazione” può essere causa e radice di quello che sta avvenendo?Chi può arrogarsi il diritto di auto definirsi  “ indignato”? Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Chi  scaglia “sampietrini” ritiene di essere senza peccato, così come i manifestanti “pacifici”. Siamo tutti figli di una società opulenta avvolta in una crisi, che prima ancora di essere  economica, è crisi di senso e significato. Essi, i violenti,  interpretano la rabbia e la violenza che sorgono in noi generate  dalla paura. Terrore di perdere quelle certezze e quell’abbondanza che l’occidente ha detenuto  per tanti, tanti, anni.
Paradossalmente il mondo delle banche, del potere politico-finanziario non viene radicalmente contestato  nei suoi principi e nei suoi fondamenti ottusamente materialisti, ma solo ed unicamente perché non appare più in grado di fornire e di elargire alla società tutte quelle garanzie di cui  abbiamo usufruito in questi decenni, vivendo sulle spalle del resto del mondo più povero.
La maschera di questa rivolta, che pure avrebbe molte giuste ragioni, è caduta immediatamente con la profanazione della Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro e con la distruzione rabbiosa e blasfema della immagine della Vergine di Lourdes.
 La Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro, violata dai manifestanti che hanno profanato e distrutto  una statua della Madonna ed  un Crocifisso,  e' della meta' del XVIII secolo, e sorge all'incrocio tra via Labicana e via Merulana a Roma. La chiesa originaria venne fatta costruire nel IV secolo da papa Siricio, nei pressi delle catacombe di via Labicana, e godeva di un annesso ospizio che all'epoca era un centro di accoglienza per per i pellegrini. Dal XIII secolo vi riposano le reliquie dei due Santi da cui prende il nome e quelle di Santa Marzia, poste in un'urna sotto l'altare maggiore.  Nel 1751 Benedetto XIV fece ricostruire la chiesa  con la facciata realizzata dall'architetto Girolamo Theodoli,  La chiesa, retta dai Carmelitani scalzi fino al 1906,  è ora parrocchia.
Ecco, così si  svela il vero volto di questa “indignazione”, è il volto di colui che le Scritture definiscono l’Accusatore e il Menzognero,  il quale ci spinge alla devastazione e a sfigurare la stessa immagine di Dio nell’uomo e nel creato. Ecco che i bersagli  non sono più le banche ed  il potere, essi sono obiettivi apparenti, il vero avversario è l’inerme, ma potente,  immagine di Maria. Proprio Colei che può essere l’ultima alleata di questa nostra umanità confusa e sofferente.
Tutti siamo corresponsabili di questo sfregio. No, noi non ci indigniamo, non giudichiamo coloro che hanno compiuto questo gesto, noi infatti non siamo senza peccato.
Chiediamo invece perdono a Maria per noi e per loro e chiediamo alla Madre e alla Vergine di trasformare le nostre mani sacrileghe e devastatrici, in mani ancora capaci di donare e costruire con giustizia e misericordia. Amen.

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